Intervista su Il Tirreno

22 giu 2020
  • News

Su Il Tirreno del 21 Giugno si parla di noi! 

La Lavanderia Soddu va alla conquista degli hotel di lusso della Versilia, verso l’apertura di un nuovo snodo logistico a Viareggio.

Grosseto. Un pezzo del successo di ogni hotel sta nella qualità di biancheria e tovaglieria. Nessuno ci pensa, ma dietro a lenzuola profumate, accappatoi soffici, asciugamani coordinati all’arredo e tovaglie di buon gusto, c’è una vera e propria industria. È la specializzazione della lavanderia industriale Soddu di Grosseto. Fra le attività produttive di punta della Toscana nel lavaggio, confezionamento e noleggio di biancheria e tovaglieria per alberghi. Azienda gioiello che in 26 anni è diventata in Toscana la seconda realtà del settore, e ora si accinge a dare l’assalto al cielo dell’hotellerie di Firenze e della Versilia con l’obiettivo di conquistare nel Granducato la leadership assoluta.

«Avremmo dovuto aprire il nuovo snodo logistico di Viareggio, dove abbiamo clienti, ma la pandemia di coronavirus ha ritardato tutto», spiega Irene Soddu, ventottenne responsabile commerciale dell’azienda e predestinata a diventarne la guida, quando il babbo e la mamma le lasceranno le redini. «La crisi ha rallentato la messa in opera del piano di espansione perché tutte le strutture ricettive si sono fermate e abbiamo dovuto ridurre molto il lavoro. Ma rimaniamo ottimisti, perché il lavoro siamo abituati ad andarcelo a cercare. E perché la nostra caratteristica aziendale consiste nell’offrire soluzioni su misura ai problemi dei clienti. Servire meglio la zona della Versilia e Firenze, ci consentirebbe di incrementare il lavoro a ciclo continuo e dipendere meno dai picchi stagionali».

La lavanderia Soddu è un’azienda solida. Già oggi ha un fatturato di sette milioni di euro (2019) e dà lavoro a 58 dipendenti, cui si aggiungono 62 addetti stagionali in primavera e estate. Una flotta di 15 camion e furgoni garantisce le consegne ai clienti. Oltre a lavaggio e stiratura, Soddu è in grado di fornire a noleggio una vasta tipologia di prodotti: dalle lenzuola, a teli da bagno a scendibagno, accappatoi, articoli per Spa, piscine, resort, e prodotti per ristoranti come tovaglie, tovaglioli e coprimacchia.

Nel grande capannone nella zona artigianale all’uscita “Campagnatico” della Due Mari c’è un impianto industriale composto da due gigantesche lavacontinuo del costo di oltre un milione di euro, dieci essiccatori e cinque “mangani” per la stiratura. «Quello che ci caratterizza – continua Irene – è l’attenzione alle tematiche ambientali. Il nostro è un ciclo produttivo ecologicamente sostenibile: siamo energeticamente autosufficienti grazie all’impianto fotovoltaico installato sul tetto del capannone e per la stiratura utilizziamo vapore prodotto da una caldaia a cippato. Solo il 15% dell’acqua che ci serve per il vapore, inoltre, proviene dalla falda, perché abbiamo realizzato un laghetto artificiale che raccoglie acqua piovana e un impianto di riciclo dell’acqua di lavaggio che poi viene riutilizzata. Per rimanere su livelli di eccellenza investiamo costantemente e negli ultimi due anni abbiamo rinnovato tutti i macchinari. Ora toccherà alle dotazioni informatiche e agli uffici». Investimenti che hanno un riscontro nel successo di mercato. Lavanderia Soddu ha in portafoglio più di 400 clienti tra Toscana e Lazio. Ed è specializzata nei servizi di noleggio, lavaggio e stiratura di biancheria per hotel a 4 e 5 stelle. Fra i clienti, solo per fare qualche nome, Terme di Saturnia, Pellicano, San Casciano dei Bagni, Bagni di Pisa, Grotta Giusti, Castello di Velona, Principe di Piemonte, Excelsior Marina di Massa, Tombolo Talasso Resort, Riva del Sole, Golfo del Sole.

«Lo scorso anno – conclude la giovane manager – ho capito che era arrivato il momento di riprendere la tradizione del nonno e abbiamo iniziato a produrre capi di biancheria per forniture alberghiere di qualità da proporre ai clienti. Oggi possiamo garantire alle strutture capi con il marchio albergo, come asciugamani, salviette, costumi da piscina, accappatoi. Così il cliente ha un servizio completo».

Quando 30 anni fa babbo Carlo varcò la soglia del Pellicano
Grosseto. “I panni sporchi si lavano in famiglia”. Potrebbe tranquillamente essere lo slogan commerciale della Lavanderia Soddu. Realtà imprenditoriale a conduzione familiare, dove la trasmissione del testimone alla generazione più giovane è la regola aurea.

L’azienda è stata fondata dal nonno di Irene Soddu che arrivato dalla Sardegna a Grosseto per giocare a calcio, iniziò vendendo corredi nelle case spostandosi col proprio furgone. Il babbo di Irene, Carlo Soddu, a sua volta, dopo vent’anni di lavoro in banca, decise di prendere in mano l’impresa di famiglia. «Trent’anni fa – racconta Irene – il primo cambiamento radicale. Apriva l’hotel “Il Pellicano” a Porto Ercole, e babbo andò a proporgli la nostra biancheria e tovaglieria. Ai proprietari piacque molto ma gli dissero che non l’avrebbero mai comprata, perché a loro interessava il servizio completo di affitto, lavaggio e stiraggio. Babbo ebbe l’intuizione imprenditoriale, e si propose per quel lavoro iniziando a occuparsi di tutto il ciclo. Da allora siamo i fornitori unici del Pellicano». Nel 1995 nasce la Lavanderia Soddu, che ha sede in un capannone preso in affitto in via Genova a Grosseto. «Da quel momento la lavanderia industriale diventa il corebusiness aziendale, con mia mamma Caterina che affianca il babbo, e inizia un costante percorso di crescita. Che poi subisce un’accelerazione nel 2006, quando i miei decidono di trasferire l’azienda nella zona artigianale di Campagnatico, lungo il tratto Grosseto-Siena della E78, dove hanno acquistato un capannone di 3300 metri quadrati».

Lavorare nell’azienda di famiglia a contatto quotidiano coi propri genitori, però, è cosa più facile a dirsi che a farsi. «Il passaggio generazionale all’interno di un’impresa – sottolinea Irene – è tutt’altro che scontato. Io ho fatto un percorso difficile prima di arrivare ad alcune certezze. Mi sono laureata in scienze politiche e pensavo di fare tutt’altra strada. Poi quattro anni fa sono entrata in azienda ed è iniziato il mio apprendistato. All’inizio ho avuto scontri molto duri con i miei genitori, perché non è facile lavorare ed essere sottoposti continuamente al loro giudizio implacabile. Tre anni fa ho pensato di smettere, ma poi ho superato la crisi e ho deciso di iniziare dall’abc per capire come funzionava l’azienda, facendomi tre anni in produzione. Oggi sono più sicura di me e ho un progetto».

Donne al comando nei ruoli apicali
Alla Lavanderia Soddu non ci sono diffidenze basate su nazionalità o gruppi etnici, e le donne occupano quasi tutti i ruoli apicali. Il 50 per cento dei dipendenti sono Italiani, l’altro 50% è composto da stranieri. Uomini e donne più o meno si equivalgono, ma le donne occupano undici dei quattordici ruoli chiave nell’organizzazione aziendale, che è strutturata in sette reparti. «Lavorare in una lavanderia industriale ti guarda in faccia. È un lavoro duro e c’è da assumersi delle responsabilità. Il nostro responsabile della produzione è un ragazzo moldavo di ventitré anni, che ha iniziato a lavorare in azienda a diciassette anni. Oggi si è comprato casa e la macchina, è una delle colonne portanti dell’impresa e un cittadino perfettamente inserito nella nostra comunità. Devo dire che è complicato trovare personale italiano che sia disponibile a lavorare con noi».

Potrebbe anche interessarti